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vita scolastica
suicidi e giornalisti "scolastici".
1 dicembre 2007
Qualche giorno fa,in una trasmissione  mattutina di raitre,si è parlato per l'ennesima volta di bullismo.Esaurito l'argomento 35-enni bamboccioni,succhiasangue e senza voglia di lavorare(ma è sempre una top ten!),l'età si abbassa.
Bisogna prenderli quando sono ancora più piccoli,così è da un pò di tempo che vediamo immagini di ragazzi che scagliano banchi,fumano erba in classe e toccano il culo di insegnanti un pò troppo sbadate!Su internet c'è ben altro e non è necessario andarselo a cercare apposta.
Ma torniamo alla trasmissione:ad un certo punto si parla del suicidio del povero ragazzo(dico molto seriamente) e si intervista la madre.Gli elementi stavolta per parlare del suicidio di uno studente ci sono tutti:il ragazzo è vittima dell'emarginazione da parte dei suoi compagni,ha ottimi voti,insomma non c'entra la scuola nè gli insegnanti.
La madre viene intervistata mentre i sottotitoli e il grande schermo mostrano incessantemente le parole chiave vittima e bullismo.E' la seconda volta che vedo questa madre coraggiosa(dico molto seriamente) che viene intervistata in questo modo e per la seconda volta non parla contro i compagni ma della scuola.Dice che è il decimo suicidio in quella scuola,il decimo!Lo dice con la speranza che chi le sta davanti possa capire la gravità della cosa.Ma chi le sta davanti non ascolta,rimane in silenzio,poi continua a parlare di bulli.La madre insiste sul fatto che la scuola si è chiusa su se stessa,ma la giornalista è su tutt'altra pista.
Noi non sappiamo quanti sono i suicidi per motivi scolastici nel nostro paese.
Se il suicida fosse stato a causa di un cattivo voto o peggio di una bocciatura,non se ne sarebbe neanche parlato(tema scomodo!) oppure se ne sarebbe parlato,poco,come di un imbecille,uno che aveva sicuramente altri problemi suoi personali,magari derivati dalla famiglia.
Non avremmo mai visto titoli come "scuola assassina" o "scuolopoli",titoli che piaccioni tanto ai giornalisti quando si parla della povera gente o di fasce deboli della popolazione.
I soliti psicologi,infine,(sempre più presenti in tv) ci avrebbero spiegato che quando un ragazzo sceglie un tipo di scuola deve anche essere adatto a quel tipo di scuola.
Rieccoci ,per finire,al tema trattato nello scorso post:una persona che è stata legittimata dal sistema scolastico,affine a quel sistema scolastico,non penserà mai che quel sistema scolastico possa fare errori.
In questo senso la scuola è una produttrice di "scolastici".





permalink | inviato da lugixxo il 1/12/2007 alle 13:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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